Incipit, chi ben comincia è a metà del libro! Rubrica di consigli del lunedì, a cura delle libraie di Ponteponente – 1 marzo 2021

Incipit, chi ben comincia è a metà del libro! Rubrica di consigli del lunedì, a cura delle libraie di Ponteponente – 1 marzo 2021

“Domani abbiamo la verifica d’inglese, quindi Natascha ha detto a sua mamma che studiavamo insieme e per questo è venuta da me. Ci siamo sdraiate un po’ sul pavimento, abbiamo aperto i libri, ci siamo chieste a vicenda dei vocaboli e poi abbiamo guardato la grammatica. Infine Natascha ha chiesto: ‹Tu hai capito›. ‹Sì e tu?›” ho risposto e lei ha annuito. Allora abbiamo chiuso i libri”.

Pauline ha undici anni, è figlia di genitori separati, così vive e si divide per metà settimana con il papà, la sua compagna Jette e il fratellino Jonathan e per l’altra metà da sola con la mamma.
La vita scorre normalmente tra scuola e famiglie, fino a quando, prima la sua migliora amica Natascha e poi anche sua madre, si innamorano. Cosa succede alle persone quando si innamorano? Cosa significa innamorarsi?
Leggere questo romanzo è come rileggere il diario delle vostre confessioni, il racconto delle delusioni, delle gelosie e dei litigi ancor prima che dei primi amori: un viaggio a ritroso fino a quel momento esatto, quando la vostra migliora amica ha smesso di interessarsi completamente a voi e ha iniziato a parlare di quel ragazzo di scuola, del mare, del campeggio o di chissà quale altro posto. E anche se disorientate avete intuito che un capitolo della vostra crescita si era per sempre chiuso. Ma la domanda è: eravate pronte a quel passaggio?
È un attimo così sconvolgente che si fatica a decifrare, che tu sia un adolescente o un adulto, hai il vocabolario in mano ma ti mancano le parole, sai solo che iniziano con la A…
Questo vortice di sentimenti è raccontato con estrema semplicità e sincerità dalla scrittrice tedesca Tamara Bach (vincitrice del Premio LUCHS nel 2019), il ritmo è incalzante e la narrazione risulta immediata ed empatica. Con grande sensibilità l’autrice riesce a raccontare quella crepa sottile, quella soglia invisibile tra infanzia e adolescenza, quel preciso attimo in cui un sorriso inaspettato, una passione comune, una lettera spiritosa, ci spinge a chiederci: è forse questo l’amore?
Sarò per sempre grata al lavoro immenso della traduttrice Anna Patrucco Becchi (Premio Strega Ragazze e Ragazzi nel 2019), posso affermare con convinzione che la narrativa della collana Junior de” La Nuova Frontiera Junior” è sempre presente sugli scaffali di Ponteponente, per noi è garanzia di alta qualità.

Per lettrici e lettori a partire dagli undici anni

“Le parole che iniziano con A” di Tamara Bach, traduzione di Anna Patrucco Becchi, La Nuova Frontiera Junior, 2021.
(Mariella)

Il libro tra i libri: HO VISTO UN TOPOS!

Il libro tra i libri: HO VISTO UN TOPOS!

INCIPIT chi ben comincia è alla metà del libro: POMELO SOGNA

INCIPIT chi ben comincia è alla metà del libro: POMELO SOGNA

“Molto spesso Pomelo fa lo stesso sogno. Un sogno di soffioni”.

Un piccolo elefante rosa, con una proboscide lunghissima, che vive in un orto-giardino, tra soffioni e fiori di carciofo, in compagnia dei suoi amici Gigi la lumaca, Gantok la tartaruga e Rita la rana. Ecco a voi: POMELO.Ne parliamo nella rubrica “INCIPIT, chi ben comincia è alla meta del libro”, dedicata all’ultimo libro della collana, “Pomelo sogna”, uscito per Terre di  mezzo a fine gennaio di quest’anno.

Pòmelo Pomèlo o Pomelò? Qualunque sia la pronuncia esatta del suo nome siamo di fronte ad un personaggio che ispira simpatia a prima vista. Il pomelo è un frutto, uno dei più antichi agrumi mai coltivati, originario della Cina ed in effetti la forma a metà tra una mela e un pomodoro del nostro elefantino, (non il colore, che è un bel rosa confetto) gli assomiglia proprio tanto, a parte la lunghissima proboscide, simile al tubo di una doccia. Popolarissimo in Francia (dove è noto come Pomelò), nato nel 2002, le sue avventure sono state tradotte in 17 lingue. L’autrice del testo è Ramona Badescu, scrittrice francese di letteratura per l’infanzia, originaria della Romania; le illustrazioni sono opera di  Benjamin Chaud, illustratore francese di chiara fama, conosciuto in Italia soprattutto per la serie di storie di Orsetto, pubblicate da  Franco Cosimo Panini (Una canzone da orsi, Pupidù orsi in pista, Un ballo da orsi e Orsetto e la casa nel bosco, che trovate quasi sempre a Ponteponente), per gli albi di Mezzacalzetta (pubblicati sempre da Terre di Mezzo) e la serie delle avventure dei Piccoli Marsù (Bohem press Italia).

In Italia le avventure di Pomelo erano già state pubblicate dall’editore De Vecchi nel 2006. La casa editrice Terre di Mezzo ha riproposto finora tre libri: “Pomelo elefantino da giardino”, nel febbraio 2020; “Pomelo elefantino innamorato” nell’agosto 2020 e infine “Pomelo sogna”, uscito appunto il 28 gennaio 2021. Ciascun volumetto, di formato quasi tascabile e con copertina morbida, contiene tre piccole storie. In “Pomelo sogna” possiamo leggere, oltre alla prima storia che dà il titolo alla raccolta, “Una specie di patata” e “E’ carnevale”.

Nella prima Pomelo sogna sotto il suo soffione: i suoi sogni sono belli o meno belli, definiti o sfocati, divertenti o paurosi. Possono essere di tutti i colori o di un colore solo, come “i sogni blu”. Nella seconda Pomelo incontra un giorno uno strano personaggio a forma di patata gialla, che parla una lingua tutta sua, con cui cerca di comunicare e alla quale alla fine racconterà una storia “per immagini”, servendosi (come gli capita spesso) della sua proboscide. Nella terza Pomelo decide di rallegrare un giorno qualunque inventandosi un Carnevale, invitando i suoi amici a travestirsi (le lumache si trasformano in un treno, la tartaruga Gantok diventa un capo indiano, le api dei terribili pirati, le lucciole lampadine). Dopo un bel po’ di divertimento, la giornata di conclude (ovviamente) sotto il grande soffione, trasformato, per l’occasione in un … grande micione!

Si tratta quindi di storie molto brevi, una serie di imprevedibili piccole avventure, caratteristiche queste che potrebbero far pensare alle protostorie, generalmente proposte ai bambini dai due anni in su. Ma le storie di Pomelo (in tutti e tre i volumetti della serie) hanno secondo me qualcosa in più: una nota di umorismo freschissima, che mostra la capacità del buffo e tenero protagonista di guardarsi intorno e riconoscere la bellezza delle piccole cose della natura e di rallegrarsene, ma anche di saper fare piccole e profonde riflessioni e saper riflettere in modo semplice e delicato sulle proprie emozioni.

Le illustrazioni espressive, con colori generosi e vivaci, a volte su doppia pagina, accompagnano alla perfezione i testi.

Una piccola chicca quindi, che consigliamo come prima lettura autonoma per lettori alle prime armi, ma anche come lettura condivisa dai 3-4 anni in su. In libreria trovate tutti e tre i titoli della serie.

R. Badescu – B. Chaud, Pomelo sogna, Terre di Mezzo editore, 2021, 96 pp. – collana Acchiappastorie

(Francesca)

Il libro tra i libri: il fantastico e l’ordinario nel mondo di Judith Kerr

Il libro tra i libri: il fantastico e l’ordinario nel mondo di Judith Kerr

Il fantastico e l’ordinario nel mondo di Judith Kerr.
“Il libro fra i libri” di questa settimana è dedicato all’opera della grande autrice per bambini e ragazzi

 

IN CAMMINO POESIE MIGRANTI

IN CAMMINO POESIE MIGRANTI

ncipit, chi ben comincia è a metà del libro!
RUBRICA di consigli di lettura del lunedì
25 GENNAIO
“la poesia è il migrante: viaggia
la poesia è il testimone: ascolta
la poesia è il sopravvissuto: resiste”
Tutti conosciamo Michael Rosen per A caccia dell’orso, il suo (e dell’illustratrice Helen Oxenbury) libro per l’infanzia più famoso, nonché albo illustrato capolavoro, ma, forse, non tutti sono a conoscenza della sua storia, le cui tracce sono disseminate fra i 140 libri che ha scritto.
Rosen è nato nel 1946 in una famiglia ebrea nel Sud dell’Inghilterra. I suoi genitori, Harold e Connie, erano due insegnanti, comunisti, di origine polacca. Durante la Seconda Guerra Mondiale gran parte dei componenti delle famiglie d’origine di Rosen subirono le tragiche conseguenze dell’Olocausto.
Il nostro amato scrittore, recentemente sopravvissuto ad una forma pesantissima di Covid-19, si è da sempre impegnato nel suo Paese per la tutela dei diritti, l’educazione alla lettura e l’avvicinamento degli studenti alle grandi tematiche storiche, senza mai fare mistero delle sue tragedie personali, usandole, anzi, in chiave a volte seria a volte più faceta, per trovare un canale di comunicazione efficace e sincero con il mondo dell’infanzia.
Divulgatore abile, performer irresistibile, narratore instancabile, docente autorevole, Michael Rosen è anche poeta.
E’ lui stesso a raccontare che iniziò a comporre poesie a dodici anni, usando le parole come un sentiero a ritroso per ricostruire il passato della sua famiglia. Da allora non ha mai smesso di scrivere.
Ovviamente in Gran Bretagna le sue rime sono state pubblicate in numerose raccolte, diverse per temi e toni – è egli stesso a recitarle nelle scuole o alla radio, dove cura ed ha curato diversi programmi per la BBC – mentre in Italia sono scarse le pubblicazioni delle sue liriche, dedicate perlopiù a filastrocche scherzose per i piccoli.
E però, finalmente, in occasione della Giornata della Memoria, Mondadori pubblica una splendida raccolta di suoi versi, accompagnati dalle incisive illustrazioni di Quentin Blake, dal titolo IN CAMMINO Poesie migranti (titolo originale ON THE MOVE Poems About Migration, Walker Books, 2020). Una raccolta di poesie scritte da Rosen in momenti diversi della sua storia e divise in quattro sezioni. La prima s’intitola FAMIGLIA E AMICI e descrive l’infanzia dell’autore vissuta in una famiglia polacco-ebraica di Londra. Pullulano di dettagli, amici, lunghi pomeriggi trascorsi dai nonni, merende, cene, scherzi ed incidenti scolastici. Personalmente sono rimasta incantata dall’intima Non dirlo a tua madre e dalla spiazzante La nuova scuola. La seconda parte è LA GUERRA: poesie che ricostruiscono come Rosen da ragazzo scoprì della Seconda Guerra Mondiale attraverso i racconti dei suoi genitori e gli eloquenti segni che lasciò sulle persone. Una prospettiva ben più vivida di un racconto di storia. Sui suoi familiari dispersi nella II Guerra Mondiale Michael Rosen ha scritto anche un romanzo dal titolo THE MISSING the true story of my family in World War II. Segnalo, in questo capitolo, Scheletri , componimento mastodontico, come la storia che ricostruisce ed il lacerante dolore che rivanga, ed Utha Beach, paesaggio dove convivono spiriti e presenti, sapientemente dipinto. La terza sezione, forse la più commovente e densa, è dedicata a GLI EMIGRANTI IN ME, storie di parenti scomparsi, echi di passato da rintracciare e far rivivere, necessari ad una più profonda conoscenza di sé. Ogni verso sembra sgorgare da una necessità interna, che quasi parla chi scrive. Mi hanno particolarmente toccato le storie de Il cugino Michael, una sorta di alter-ego del poeta, cui capita in sorte la vita, a fronte del sacrificio di altri e Leosia, parabola femminile, positiva ed ironica. La quarta ed ultima partizione, DI NUOVO IN CAMMINO, è pensata come un confronto con le odierne migrazioni nel mondo, una maniera per usare la memoria come consapevolezza e strumento con cui osservare la società, la posizione che abbiamo e che prendiamo in essa e la relatività della “Fortuna”. Toglie il fiato Sparita, commuove Mio papà e Gli immigrati in me dovrebbe essere imparata a memoria nelle scuole d’Europa.
Quadri essenziali, scarni, arguti e toccanti, le poesie di Rosen non si compiacciono nella bellezza e nella musicalità della lingua, ma ne succhiamo il midollo per sintetiche e potenti immagini di un quotidiano che spalanca le voragini del dolore, dell’ingiustizia e dell’insensato. Leggere questa raccolta significa anche compiere un viaggio attraverso lo sviluppo della scrittura, attraverso gli eventi e le età, nella vita di un uomo.
Come accennato, le illustrazioni, sui toni chiari e opachi del grigio e del rosa, di Quentin Blake, dipingono popoli in pericolo, persone che attraversano la Storia in un’eterno presente, dove alba e tramonto si toccano e dove il Male, ancora di là da scomparire, viene scavalcato da catene di uomini che si stringono assieme, fatte di mani che si tendono.
La traduzione per la versione italiana è a cura di Roberto Piumini: esatta, asciutta eppure commossa. Una scelta decisamente ponderata e centrata, dato il suo profilo artistico.
L’introduzione di Rosen alla raccolta si conclude così: “Credo che noi, tutti, siamo cittadini del mondo, e che questa casa non dovrebbe essere delimitata da confini. Casa è dove la trovi.”. Non ho parole da aggiungere a questa chiara e semplice riflessione, che, al di là della crosta, a cercar bene, dovrebbe essere iscritta in ogni anima umana, ma, mentre lo rileggo penso ad un racconto che s’intitola A comprare la città di Stoccolma, di un altro scrittore, Rodari, che, come Rosen, con pochi fronzoli e filosofie ha espresso con una metafora semplice lo stesso pensiero: nosta Patria è il mondo intero.
Vi invito, insomma, a leggere queste Poesie migranti, a tenervele vicino.
Di seguito il link per ascoltare Rosen che recita The Migrants in me:
IN CAMMINO Poesie migranti di Michael Rosen, Mondadori, 2021, pp. 144.
Età di lettura: dai 9 anni
(Maria)
Il libro tra i libri. Qualcosa in più di semplici pupazzi

Il libro tra i libri. Qualcosa in più di semplici pupazzi

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Per la rubrica Il libro tra i libri. Costellazioni da leggere vi presentiamo Pinguino di Polly Dunbar, una novità della casa editrice Camelozampa e Molto molto orso, di Guia Risari e Laura Orsolini, Bohem press Italia